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Il parco naturalistico de "Le Biancane"

le biancane

Il parco naturalistico de “Le Biancane”

Il parco naturalistico de "Le Biancane" è un'area naturale inserita con il Parco Nazionale delle Colline Metallifere Grossetane nella rete europea dei Geoparchi affiliata all’UNESCO ed è situata nei pressi del centro di Monterotondo Marittimo, in cui sono ubicate le caratteristiche Biancane, che rappresentano uno dei più importanti siti in cui la geotermia caratterizza fortemente il paesaggio al confine fra le province di Pisa e Grosseto. Si ha infatti la presenza di diverse tipologie di manifestazioni geotermiche come soffioni, fuoriuscite di vapore dal terreno, putizze e fumarole.

Il parco naturalistico de "Le Biancane" è il simbolo del rapporto tra Monterotondo Marittimo e l'energia che viene dalla profondità della terra.

Il termine geotermia deriva dal greco e significa appunto “Calore della terra”. Questo calore risiede, sotto forma di fluido, sotto la crosta terrestre ed in questa zona si trova a profondità tali che permettono il loro sfruttamento.

Quella de "Le Biancane" è una zona straordinaria per le sue emissioni di vapori e per il modo in cui l'energia ha modificato l'habitat naturale e i colori tipici della natura delle Colline Metallifere. Proprio per queste caratteristiche geologiche e climatiche si è sviluppata in quest'area una flora atipica che la rende unica.

I vapori bianchi che fuoriescono dal terreno, il fango in ebollizione e le macchie biancastre che segnano il suolo regalano a questo paesaggio un aspetto suggestivo ed inconsueto. Il nome del parco naturalistico deriva pertanto dalla colorazione bianca delle rocce, che caratterizza tutto il paesaggio.

panorama de le biancane

 

Le emissioni di idrogeno solforato causano infatti una reazione chimica con il calcare trasformandolo in gesso.

Il vapore che esce dalle fratture delle rocce ha una temperatura di circa 100 °C ed è costituito per il 95% da vapore acqueo e per il restante da anidride carbonica, metano, ammoniaca, acido solfidrico responsabile del caratteristico odore di uova marce, acido borico, azoto, idrogeno ed in minor misura elio, argon, radon ed altri gas nobili.

In corrispondenza degli sbocchi di vapore si hanno cristallizzazioni di zolfo di nativo sottoforma di aggregati aciculari o di incrostazioni dovute all'ossidazione dell'acido solfidrico dovute al contatto con l'aria.

La presenza dell'acido solfidrico è causa inoltre di un'intesa acidificazione del suolo e la forte aggressività chimica di alcuni componenti dei fluidi geotermici ha prodotto un vistoso sbiancamento del suolo.

le biancane

 

Tutte le rocce si presentano alterate dalla circolazione dei fluidi geotermici, alterazioni che si manifestano con la scomparsa dei colori originali e con variazione della composizione.

Il Comune di Monterotondo Marittimo ed Enel Green Power hanno pensato di valorizzare questo patrimonio naturalistico creando un percorso tra le manifestazioni geotermiche più affascinanti della zona e le testimonianze “storico-industriali” dello sfruttamento del fluido endogeno da parte dell’uomo.

Questo percorso prende il nome da un luogo magico che si trova a poche centinaia di metri ad ovest del centro storico di Monterotondo Marittimo, le Biancane appunto.

 

 

il percorso de le biancane

 

Il percorso del parco naturalistico de "Le Biancane"

Il punto di partenza del percorso si trova a circa 700 metri di distanza lungo la strada dal centro storico di Monterotondo, in piazza Casalini e precisamente in località Lagoni nell'area detta del “Vecchio Vascone”.

epigrafe lagoni

Qui c'è il lagone Cerchiaio. Nelle sue acque nel 1777 fu scoperta per la prima volta la presenza di acido borico.

Proprio di fronte al lago Cerchiaio ci sono i vecchi lavatoi dai mattoni ottagonali. Questi lavatoi furono costruiti dalla società Larderello intorno alla metà degli anni '30 del ‘900. Erano alimentati con acqua calda di origine naturale. I caratteristici mattoni ottagonali delle colonne di questi lavatoi uscirono dalla fornace di Vecchienne, dismessa nei primi anni ‘50.

lavatoi dei lagoni

 

A destra del “Lagone Cerchiaio” una piccola strada conduce alla vecchia centrale ENEL e all'area detta del “vecchio Vascone”che ospita anche l'impianto di teleriscaldamento che serve le case e gli edifici pubblici di Monterotondo.

Da un terrazzamento si giunge dove scorre l'acqua a 40 gradi della sorgente “di Chiorba”. Essa proviene da una nicchia nella collina. Una volta fatta scorrere per depositare gli agenti incrostanti e per permetterle di perdere temperatura quest'acqua raggiunge, tramite delle tubazioni, gli orti circostanti per essere usata per l'irrigazione.

Nel piazzale di sosta si trova la delimitazione di un pozzo di vapore “HN4 bis “ con portata di circa 20.000 kg/h di vapore, recentemente perforato in sostituzione del vecchio pozzo denominato “HN4” che aveva il “casing “ (tubo che serve a portare fuori il vapore dal sottosuolo) irrimediabilmente rovinato.

Appena superato un sopra-passo su di una tubazione di vapore endogeno uno spettacolo di putizze e fumarole si presenta agli occhi del visitatore come un qualcosa di surreale.

lagone naturale

 

Proseguendo nel tracciato delimitato da pali di castagno si arriva ad una terrazza erutta un “Lagone” di grande dimensione, che ha creato in modo naturale un grande cratere ricoperto da terra grigia simile a quella vulcanica.

la panoramica del lagone naturale

 

Se il visitatore è un appassionato di trekking può raggiungere a piedi in 15-20 minuti la parte alta del percorso oppure può ritornare al “Lagone Cerchiaio” per prendere la strada asfaltata e raggiungere in auto la località “Le Pianacce” da dove, scendendo per pochi metri, in una strada sterrata in mezzo ai castagni, si arriva alle “Biancane”.

i percorsi de le biancane

 

La seconda parte del percorso è un anello intorno alle sorprese che la natura nei secoli ha regalato a questa parte di Colline Metallifere. La durata va da un minimo di 20 ad un massimo di 40 minuti.

particolare del percorso de le biancane

 

Un primo terrazzamento panoramico, a stretto contatto delle manifestazioni endogene, consente, nelle giornate chiare, di vedere la costa da Piombino a Punta Ala oltre ai boschi immensi della vallata sottostante e la bellissima campagna circostante.

vista panoramica collinare del borgo di Monterotondo Marittimo dalle biancane

 

Il percorso continua tra curiosità naturalistiche affascinanti:

eruzioni alle biancane

vapore che esce dalle fenditure delle pietre, concrezioni di vario colore dei materiali che il vapore ha trascinato con sé,

soffione boracifero

 

acqua bollente che scorga dal terreno, rumori e sibili,

ebollizione del lagone naturale

 

il colore del terreno che passa da un rosso intenso ad un giallo ocra, ad un bianco intenso e luminoso.

le rocce biance delle biancane

 

Scheda: dall'industria dell'Acido Borico alla geotermia

Un tempo esisteva un “Lagone” con una superficie di circa 300 metri quadrati (questo specchio d'acqua esiste ancora ma ha dimensioni molto ridotte) alimentato da acqua caldissima e bianchiccia chiamato Lago Cerchiaio. Il suo nome è dovuto al fatto che gli artigiani locali approfittavano della temperatura elevata delle sue acque per immergervi i giovani rami di castagno utilizzati per ‘cerchiare' le botti ed i tini.

Nel 1777 il direttore delle spezierie granducali, U. F. Hoefer, riscontrò nel Lago Cerchiaio la presenza di acido borico. Nel 1815 fu perfezionato il metodo di estrazione dell'acido borico. Monterotondo Marittimo divenne così il principale produttore mondiale di acido borico.

Il forte interesse in campo industriale per questo prodotto era determinato dal suo utilizzo e da quello del suo derivato, il borace, in vari settori:

  • in medicina era impiegato come antispastico e come blando antisettico;
  • in metallurgia come fondente nei processi di saldatura;
  • nella produzione delle ceramiche risultava indispensabile per la porcellana e per gli smalti.

L'industria proseguì l'attività fino al 1870.

L'esperimento effettuato dal Principe Piero Ginori Conti a Larderello il 4 Luglio 1904 per verificare la fattibilità di generare energia geotermoelettrica fu il primo al mondo di quel tipo e aprì la strada ad una nuova era. Rappresentò un'innovazione tecnologica di rilevanza mondiale nel settore energetico, tanto più importante se si considera che la produzione di elettricità per usi industriali e civili era a quel tempo appena agli albori.

la torre di raffreddamento

La produzione di energia elettrica da fonte geotermica a livello industriale iniziò nel 1916. Nel 1918 venne costruita una centrale di produzione presso il Lago Boracifero da 250 kW. La centrale geotermoelettrica dell'Enel che si trova proprio di fronte il centro storico di Monterotondo risale al 1958. E' stata modernizzata nel 2002 e sfrutta il vapore proveniente dall'area circostante.

Le centrali del Comune di Monterotondo riescono a coprire il 60% dell'intero fabbisogno energetico della provincia di Grosseto.

 

Scheda: le specie vegetali

“Le Biancane”, oltre che per i fenomeni geotermici, sono interessanti anche per la flora atipica che vi si trova.

la natura de le biancane

La presenza in tutte le stagioni dell'anno di un riscaldamento naturale del terreno e dell'aria ha creato qui un ambiente unico. Qui, le specie vegetali tipiche di questa parte di Toscana convivono con specie che si trovano abitualmente ad altre latitudini ed altitudini.

fioriture a le biancane

Il Brugo, in particolare, si spinge coraggiosamente fino a breve distanza dalle bocche di uscita dei vapori, senza apparenti conseguenze. Spettacolare è la sua ricca fioritura che, in alcuni mesi dell'anno (giugno e luglio), tappezza il terreno con un manto verde punteggiato di macchie di color ciclamino dei minuscoli calici a grappoli.

Anche le sughere (Quercus suber) che si trovano qui hanno qualcosa di speciale. Abitualmente in Toscana sono sconosciute sopra i 300 metri di altitudine.

Le Biancane sfiorano i 700 metri e qui le sughere vivono anche se le emanazioni solforose delle fonti di vapore ne mettono a dura prova la sopravvivenza.

 

Come arrivare

Da Massa Marittima si prende per la SS439 (13.6 km), girare a sinistra per la SS398 poi ancora a sinistra per la SP136 e si arriva a Monterotondo Marittimo (coordinate GPS approssimative del sito: N 43°9,00217', E 10°51,222').

Il Parco delle Biancane è visitabile tutto l’anno gratuitamente.

Per escursioni all’interno del Parco, con guide ambientali, rivolgersi all’Ufficio Porta del Parco al recapito telefonico e fax (+39) 0566 917039 oppure con e-mail all'indirizzo di posta elettronica parco2005@libero.it

Gli orari d'apertura degli uffici informazioni sono consultabili alla pagina web della Porta del Parco.

Su facebook è presente il profilo de Le Biancane.

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